La sorella della mia ragazza in ascensore

La sorella della mia ragazza in ascensore

Io e la mia ragazza, Chiara, ci frequentiamo da poco più di un mese.

Lei è bella, forse fin troppo per me. Capelli biondi, occhi verdi, lentigini un po’ ovunque sul suo viso minuto e quell’aria da brava ragazza, quella della porta accanto. Insomma, la classica donna con cui ogni uomo sogna di sposarsi un giorno.

Avevo appuntamento a casa sua, quella sera, quindi vestito di tutto punto mi diressi verso il suo appartamento, situato in una zona di palazzi residenziali abitati per lo più da famiglie. Viveva lì con la sorella minore, una ragazza.. particolare, per così dire, di nome Anna.

Intento a scrivere un sms a Chiara, la quale mi aveva chiesto di informarla non appena fossi arrivato, mi diressi all’interno del palazzo.

Alzai lo sguardo verso l’ascensore. Una spia rossa indicava che questo era occupato.
Sbuffai e infilando nuovamente il cellulare in tasca mi affrettai a salire i 5 piani di scale a piedi, rampa dopo rampa.

Alla fine, ricoperto di sudore, mi trovai a riflettere su quanto avessi bisogno di iscrivermi nuovamente in palestra.
Non ero più in forma come una volta, ma qualcuno sembrava apprezzare comunque
“Cavolo! Quando non hai l’aria da perfettino sei proprio affascinante”

Voltai il capo alla mia destra e fui stupito dal ritrovarmi davanti Anna, in un abitino rosso che non lasciava spazio all’immaginazione, intenta a mordicchiarsi il labbro inferiore.
Gli rivolsi una smorfia e, mentre stavo per chiedere della sorella, il telefono vibrò.
Era un messaggio da parte di Chiara: “Scusa ma stasera non ce la faccio, rimandiamo a domani” scriveva.
Deluso e un po’ irritato dai progetti della serata ormai andati in fumo, feci un cenno con la testa alla bruna che mi osservava ancora con occhi desiderosi, prima di avvicinarmi all’ascensore e chiamarlo.
“Dove stai andando?” Chiese lei con voce flebile e profonda allo stesso tempo.
“Torno a casa” Risposi io.
In quel preciso istante, le porte dell’ascensore si aprirono. Entrai, rivolgendo poi un sorriso di circostanza alla ragazza ma, qualche istante prima che le porte si richiudessero, Anna si fiondò dentro alla cabina assieme a me, tanto bruscamente che me la ritrovai addosso. Riuscivo a sentire il suo respiro caldo sul mio collo, potevo respirare il suo profumo dolce e sensuale, il suo seno prorompente faceva capolino sul mio addome e provocava in me una forte eccitazione ad ogni suo respiro.
La guardai perplesso, indietreggiando prima che qualche strana idea mi balenasse per la testa.
“Vengo con te” annunciò lei ammiccante. I suoi grandi occhi color ghiaccio mi fissavano, ancora una volta pieni di desiderio.
Non riuscivo a mantenere il suo sguardo, ma allo stesso tempo non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso a mia volta.
Seguii ogni suo minimo movimento, prima di accorgermi delle sue intenzioni.
“Ma che diav..”
Troppo tardi, Anna aveva premuto il pulsante per arrestare la corsa dell’ascensore. Ero bloccato in 4 metri quadrati con una delle ragazze più eccitanti che avessi mai conosciuto, e anche il mio membro, là sotto, sembrava essersene accorto.
Lei ridacchio soddisfatta, prima di avvicinarsi nuovamente a me. All’inizio il suo viso fece capolino sul mio collo, lasciando una piccola scia di baci umidi, poi al mio orecchio, respirandoci delicatamente dentro, mentre con la mano sfiorava il cavallo dei miei pantaloni.
Un brivido attraversò il mio corpo e già sapevo che non sarei stato in grado di resisterle.
La presi in braccio, le sue gambe attorno alla mia vita, e atterrai la sua schiena contro lo specchio dell’ascensore, baciandola con passione. Assaporando più che potevo la sua lingua.
Lei prese l’iniziativa sollevando quel poco di tessuto da prima adagiato sulle sue cosce candide e perfette. Prendendo la palla al balzo mi avvicinai con la mano al suo intimo, scoprendolo bagnato.
Infilai prima un dito, poi due, poi tre dentro di lei, attraverso le mutandine, muovendo le dita in armonia con i movimenti del suo bacino.
I suoi gemiti mi facevano impazzire. Volevo farla mia, adesso.
Anna, che sembrava conoscermi più di quanto immaginassi, si accorse di questo mio desiderio. Mi liberò dalla sua presa e tornò a toccare terra.

Abbassò poi la zip dei miei pantaloni continuando a guardarmi negli occhi e prese in mano il mio membro. Non saprei dire se trovassi più eccitante quello che mi stava facendo o il suo sguardo audace fisso nel mio.
“Voglio sentirti dentro di me” Mormorò con voce eccitata mentre continuava a toccare la mia intimità.
In quel momento, capendo di essere arrivato al culmine, la feci sdraiare sfilandole l’intimo e, adagiandomi sopra di lei, iniziai a penetrarla.
Prima dolcemente, avendo cura di non sprecare quei preziosi momenti in così breve tempo, poi, pian piano che il piacere si faceva più intenso, sempre più prepotentemente, con lo stesso ritmo del suo respiro affannato che si abbatteva su di me, fino a quando il mio liquido caldo non la riempì completamente e i nostri gemiti si sposarono assieme in una perfetta armonia.

Assaporai le sue labbra piene ancora una volta, forse l’ultima.

“E’ stato bellissimo” Ammise, ancora affaticata e in balia del piacere “Più di quanto avessi mai immaginato”

Nessun tag per questo articolo.

Leave a Reply