la mamma della mia ragazza mi ha scopato in casa sua

la mamma della mia ragazza mi ha scopato in casa sua

Sono un giovane ragazzo di ventotto anni che, una sera come tante altre, si è recato a casa della sua fidanzata: mi chiamo Nicola e posso definirmi come un ragazzo semplice, con un lavoro modesto e con una bella ragazza al mio fianco.
Una sera come tante altre, mi recai a casa di Gabriella, ma lei era ancora a lavoro: volevo farle una sorpresa e presentami a casa sua all’improvviso, per passare un pomeriggio assieme a lei e uscire.
Quando mi recai a casa sua, vidi solamente la madre, una donna sui cinquant’anni ancora molto bella e soprattutto priva di alcuna ruga o segno di imperfezione.

Elisabetta, questo il nome della donna, è una persona molto accomodante: sposata con un imprenditore edile, è una donna dai capelli corti con ciocche rosse, con la bocca piccola ma carnosa e soprattutto con uno sguardo molto provocante.
La donna è anche molto attraente fisicamente: con un seno prosperoso e senza nemmeno un filo di grasso o imperfezione, talvolta quando la vedo mi chiedo come mai, una bella donna come lei, stia assieme ad un rozzo come suo marito.

Il periodo maggiormente bello è l’estate, quando la donna rimane col vestito e con le gambe nude, praticamente come se fosse in intimo: una volta la vidi al mare e rimasi ore ed ore ad osservarla mentre si abbronzava.

Ma tornando a noi, quel pomeriggio invernale mi ricordo che la mamma di Gabriella mi fece sedere nel divano e mi chiese di aiutarla ad aggiustare il computer: lei si occupa delle fatture e soprattutto di altre faccende per la sua famiglia, sfruttando il web e tutte le risorse che questo ha da offrire.
Ma a volte, Elisa, come la chiamo io, combina diversi guai col computer e lo manda in tilt, cosa che devo sempre pensare a risolvere io.
La donna, con una vestaglia da camera e senza intimo, con le gambe nude e lisce come la pelle di un bambino, decise di sedersi vicino a me per chiedermi di aiutarla risolvere quel determinato problema.
Elisa, che mi osservava, capiva sempre come procedere: io le davo tutte le informazioni utili per evitare che, ancora una volta, il suo computer potesse essere mandato ko.

Mentre parlavo però, quella donna tanto bella quanto simpatica, mi stuzzicava con dei complimenti incredibili, del tipo che ero un vero asso dei computer e che, secondo lei, potevo avere tante altre doti nascoste.
Elisa proseguiva con questi commenti che, sinceramente, mi mandavano il cervello in estasi.
Non riuscivo a non osservare il suo bel corpo quasi nudo e, per errore, le sfiorai la gamba nuda con la mia mano.
Elisa, che rimase molto stupita, mi disse che se volevo potevo continuare: non me lo feci ripetere due volte e le feci un bellissimo massaggio, cosa che la faceva eccitare.
Iniziò quindi ad ansimare, cosa che mi fece eccitare: mi disse che adorava essere toccata in quella parte del corpo e che avevo delle belle mani.

 

Così, presa dall’eccitazione, mi portò nella sua stanza da letto, dove mi fece sdraiare e mi salii sopra.
Io rimasi impassibile mentre lei continuava a baciarmi: lei mi disse che aveva tanta voglia e che questo sarebbe stato un nostro segreto che ci avrebbe fatto diventare maggiormente intimi.
Così decisi di accontentarla e la spogliai: rimase completamente nuda, io rimasi invece ad ammirarla ed iniziai a baciarla in tutto il corpo.

Questa pratica sembrava far godere tantissimo Elisa, al punto tale che  iniziò a gemere dal piacere mentre la sfioravo con la bocca.
In preda all’eccitazione, mi scese i pantaloni e si mise sopra di me, per scoparmi.

Le piaceva sentirlo dentro e muoversi come se non avesse mai avuto un rapporto sessuale intenso: era molto veloce nel farsi penetrare ed a tratti sembrava che stesse saltando su di me.

Eccitata come non mai, Elisa mi chiese di dominarla da dietro, cosa che io feci immediatamente, facendola urlare dal piacere.
Mentre la toccavo e spingevo, sentivo il suo respiro affannoso che la faceva godere maggiormente.
Sentii poi un urlo liberatorio da parte della donna, che concluse la sua opera giocando con la bocca sul mio pene.

 

Un’esperienza unica che non ebbi la possibilità di consumare altre volte, seppur a volte ci divertivamo a stuzzicarci e soprattutto ci concedevamo qualche piccolo preliminare, per rendere i pomeriggi senza il marito e la figlia, che tornavano a casa sempre alla stessa ora, molto più divertenti e meno lunghi.

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